come "rivitalizzante" Thyssenkrupp Elevator (TKE) descrive la particolare "tecnologia di trasporto"Insieme, le due società genererebbero circa 20,5 miliardi di euro di fatturato annuo.

Circa il 65% di questi costi, sulla base di un portafoglio di manutenzione di circa 3,2 milioni di ascensori e scale mobili in tutto il mondo, sarebbe costituito da interventi di assistenza e ammodernamento. La fusione, si afferma, creerà un significativo valore aggiunto attraverso sinergie realizzate pari a circa 700 milioni di euro all'anno, a vantaggio sia dei clienti che degli azionisti.
densificazione della rete di servizi
Le sinergie si concretizzerebbero principalmente attraverso una maggiore densità delle reti di servizi, il rafforzamento delle capacità congiunte di ricerca e sviluppo, l'ottimizzazione delle piattaforme, una maggiore efficienza negli approvvigionamenti e risparmi sui costi di vendita e amministrativi generali. Nel 2025, il gruppo finlandese Kone, con oltre 60.000 dipendenti in circa 70 paesi, ha generato un fatturato annuo di 11,2 miliardi di euro.

TKE è diventata indipendente dopo lo scorporo dal Gruppo Thyssenkrupp nel 2020. Nell'esercizio finanziario 2024/2025, l'azienda, con i suoi ascensori, scale mobili, tappeti mobili, ponti d'imbarco passeggeri, montascale, piattaforme elevatrici e ascensori privati, ha generato un fatturato di 9,2 miliardi di euro, impiegando circa 50.000 persone, 25.000 tecnici dell'assistenza e gestendo oltre 1.000 sedi in tutto il mondo.
Reazioni critiche
Philippe Delorme, attuale presidente e CEO di Kone, guiderebbe la società risultante dalla fusione, mentre Ilkka Hara, attuale CFO di Kone, assumerebbe il ruolo di direttore finanziario. La fusione tra le due ex rivali ha scatenato reazioni critiche sui mercati azionari e sollevato preoccupazioni in materia di antitrust.

















